Per fare un video con l’intelligenza artificiale servono cinque passaggi: un’idea scritta come una sceneggiatura, immagini di riferimento per personaggi e ambienti, la generazione delle scene, voce e musica, e il montaggio finale. Gli strumenti cambiano ogni pochi mesi; il metodo resta. Qui racconto quello che uso io per i progetti del Lab e per i video che realizzo per aziende e professionisti.
1. Parti dall’idea, non dallo strumento
L’errore più comune è aprire un generatore e scrivere la prima frase che viene in mente. Il risultato può essere spettacolare, ma raramente racconta qualcosa.
Prima di generare una sola immagine scrivo tre cose: che cosa deve provare chi guarda, dove verrà pubblicato il video e quanto dura. Poi divido la storia in scene brevi, ognuna con un’azione chiara. È una sceneggiatura in miniatura: serve a sapere, scena per scena, che cosa devo ottenere.
Se vuoi approfondire il linguaggio del cinema applicato all’AI, ho scritto una guida all’AI filmmaking.
2. Fissa personaggi e ambienti con le immagini di riferimento
L’intelligenza artificiale tende a cambiare i dettagli da una scena all’altra: un volto che si trasforma, un abito che cambia colore, un oggetto che sparisce. Per evitarlo preparo prima le immagini di riferimento.
Per un personaggio creo una character sheet: la stessa figura vista di fronte, di profilo, di spalle e di tre quarti, con i dettagli di materiali ed espressioni. Per l’ambiente preparo un’immagine chiave con luce e atmosfera. Da quel momento le immagini decidono chi e dove; il prompt decide che cosa succede.
Ho raccontato questo metodo nel dettaglio in Dietro lo stacco EP. 01, The Folded King.
3. Genera le scene: prompt brevi, una scena alla volta
Con i riferimenti pronti, il prompt può essere breve: descrive azione, movimento di camera, ritmo e i vincoli da rispettare. In The Folded King un prompt di quasi mille parole è stato rifiutato dalla piattaforma; poche righe, con personaggio e ambiente affidati alle immagini, hanno funzionato.
Genero ogni scena più volte e scelgo la versione migliore. È il punto in cui l’AI fa più differenza: posso provare varianti di inquadratura e di luce che su un set richiederebbero ore.
4. Voce, musica e suono
La voce la genero con ElevenLabs, che permette di scegliere tono e ritmo in italiano. Nei miei test il labiale generato insieme alla scena funziona bene in inglese, molto meno in italiano: per questo, con le voci italiane, creo prima l’audio e poi lo sincronizzo con il personaggio.
La musica e gli effetti vengono progettati insieme al montaggio, non aggiunti alla fine: il ritmo dei tagli segue il suono.
5. Montaggio e formati
Il montaggio finale lo faccio in DaVinci Resolve: tagli, colore, suono e titoli. Qui decido anche i formati di uscita. Lo stesso video può nascere in 16:9 per il sito, in 4:5 per il feed e in 9:16 per le storie: conviene saperlo dal brief, perché ogni formato cambia l’inquadratura.
Gli strumenti che uso oggi
| Strumento | A cosa mi serve |
|---|---|
| Higgsfield (GPT Image 2, Soul 2, Cinema) | immagini di riferimento, personaggi e scene |
| Seedance e Kling | generazione delle scene video |
| ElevenLabs | voce e audio |
| DaVinci Resolve | montaggio, colore e suono finale |
Gli strumenti li scelgo progetto per progetto: quello che conta è come si combinano.
Gli errori da evitare
- Scrivere prompt lunghissimi che ripetono ciò che le immagini di riferimento già mostrano.
- Chiedere troppe azioni in una sola scena: meglio dividerla.
- Lasciare voce e musica per ultime: il ritmo del video nasce dal suono.
- Non controllare la coerenza: volti, mani, oggetti e testi vanno verificati scena per scena.
- Usare volti, voci o marchi di persone reali senza autorizzazione.
Domande frequenti
Serve saper girare per fare video con l’intelligenza artificiale?+
No. Non uso telecamere né set: ogni scena nasce con l’AI. Serve invece saper scrivere una storia, scegliere le inquadrature e montare: le competenze di regia e di comunicazione restano decisive.
Si può fare un video con l’AI gratis?+
Molti strumenti offrono crediti di prova, utili per imparare. Per un video professionale, con più tentativi per scena e qualità alta, servono piani a pagamento e soprattutto tempo di lavoro.
Devo dichiarare che il video è fatto con l’AI?+
Se il video rappresenta in modo realistico persone, luoghi o eventi, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) chiede di dichiararlo. Per le opere creative la dichiarazione può essere discreta, per esempio nella didascalia o nei titoli di coda.
Da dove sono partito: il primo video, nel 2025
Questo articolo è nato nel 2025 con un esperimento: un video interamente generato con l’AI per mostrare come nasce un progetto di questo tipo. Lo lascio qui perché racconta da dove sono partito; da allora strumenti e metodo sono cambiati molto.




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